The Witcher 3 Wild Hunt, un successo di critica e pubblico

The Witcher 3 Wild Hunt, un successo di critica e pubblico

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The Witcher 3 Wild Hunt banner

Tutti ne parlano, tutti lo vogliono: The Witcher 3 Wild Hunt, disponibile dal 19 maggio su PS3, Xbox One e PC, è ufficialmente il gioco più chiacchierato e twittato di tutta la rete. E a ben vedere visto l’incetta di premi e valutazioni positive che l’ultimo capolavoro CD Projekt Red sta riscuotendo fra le principali testate, nostrane e non. Dopo un primo, apprezzatissimo, capitolo solo per PC (The Witcher, 2007), la la fama e la maturità raggiunte con il secondo episodio anche su Xbox 360 (The Witcher 2: Assassins of Kings, 2011), le vicende dello Strigo, Geralt di Riva, si apprestano a fare la loro comparsa su Nex- Gen con un gioco che ha già ridefinito gli standard del GDR moderno.

la storia fin’ora

The Witcher 3 Wild Hunt king court

Pur nel suo essere una saga estremamente complicata ed articolata, ogni nuova interazione di The Witcher è fatta per essere goduta appieno anche senza aver giocato ai precedenti.  D’altronde come poteva essere altrimenti quando si hanno alle spalle ben 8 libri delle avventure originali, di cui uno perfino inedito nel nostro continente? Con queste premesse ben chiare, The Witcher 3 si apre con un Geralt impegnato nel difficile tentativo di ritrovare la sua “normalità” dopo gli eventi che lo hanno visto ritrovare la memoria perduta (The Witcher) accusare di regicidio (The Witcher 2) e riabilitare il suo nome. In questo panorama di profondi squilibri politici e grandi sconvolgimenti socio/culturali, a peggiorare la situazione ci pensa la “Caccia Selvaggia di cui il titolo, un misterioso evento sovrannaturale che sta mettendo a soqquadro i territori del nord lasciando sul suo cammino solo sangue e distruzione. Insomma, normale amministrazione da Strigo.

Un mondo di scelte tutto da esplorare

The Witcher 3 Wild Hunt city

Libertà e consapevolezza sono i due principi cardine alla base di questo nuovo The Witcher 3, due concetti esplorati a più riprese ma che ben inquadrano la nuova avventura di Geralt all’interno del genere dei Giochi di Ruolo. Libertà perché la trama principale, per quanto lunga e appassionante, è solo una delle attività a cui è possibile dedicarsi. The Witcher 3 è infatti un enorme macrocosmo tutto da esplorare, un mondo dove le necessità di trama spesso sfumano nelle numerose missioni secondarie in cui è possibile perdersi. Fra queste alcune delle più interessanti riguardano i contratti da Strigo, missioni in cui mettersi alla ricerca di mostri particolarmente forti, e una mezza infinità di vere e proprie sotto trame inerenti ad alcuni personaggi secondari più noti che i giocatori di vecchia data ricorderanno dagli episodi precedenti.

Consapevolezza, invece, perché ogni dialogo con i comprimari, ogni approccio con i nemici, ogni contratto accettato, porta con se una serie di scelte che in alcune occasioni ne escluderanno altre complementari. The Witcher 3 è dunque un gioco da godersi si, in tutta la spensieratezza di una passeggiata nel bosco, ma anche da affrontare con cognizione di causa perché ogni opzione va spesso valutata alla luce dei risultati che può produrre. Che si tratti di dare una risposta piuttosto che un’altra, affrontare un nemico con la spada di ferro piuttosto che quella magica oppure utilizzare le diverse pozioni alchemiche, è possibile affrontare The Witcher 3 più e più volte e scoprire sempre qualcosa di nuovo.

Combatti come un vero Witcher

The Witcher 3 Wild Hunt werewolf

Dopo l’esplorazione di borghi abitati e boschi fatati, l’altra grande anima di The Witcher 3 è quella legata ai combattimenti, da sempre croce e delizia della saga. Rispetto al passato si nota un netto miglioramento sotto questo punto di vista, con movimenti ora più “tangibili” e la solita alternanza di fendenti, schivate e uso dei segni. Trattandosi di un action-RPG i combattimenti non saranno né spettacolari come quelli di un Devil May Cry a caso, né particolarmente tattici come quelli di un Dragon Age, ma, nel suo complesso, The Witcher 3 si difende in maniera discreta rappresentando un ottimo punto di incontro fra i due generi di riferimento. Gli scontri, insomma, sono sempre rapidi e soddisfacenti, con svariati nemici che attaccano in maniera differente in base alla loro tipologia e, sopratutto, diversi modi per affrontarli, per un’esperienza sempre ben bilanciata e variegata, mai frustrante.

Tecnicamente al massimo

The Witcher 3 Wild Hunt landscape

Come non bastasse cotanta grandezza e complessità, The Witcher 3 è anche un titolo magistralmente realizzato sotto il profilo tecnico, aspetto da sempre sacrificato quando si tratta di dover scendere a compromessi con un open world di tale livello. Ovviamente per dare il massimo delle sue potenzialità è necessario un PC da gioco appositamente settato, ma anche su Playstation 4 e Xbox One le prestazioni sono di tutto rispetto. Il punto forte del gioco è sicuramente la vastità e la realizzazione tecnica e artistica dei vastissimi scenari in cui è possibile imbattersi ma, in generale, ogni elemento risulta particolarmente curato e ben disegnato. L’unico problema che affligge un comparto tecnico altrimenti da oscar è la presenza di qualche sparuto rallentamento e calo di frame rate che occasionalmente azzoppa l’azione nei momenti più concitati, anche se si tratta di problemi su cui è possibile chiudere un occhio ogni tanto.

La spettacolarizzazione globale dell’avventura è infine sottolineata da una colonna sonora che non ha niente da invidiare ai grandi del fantasy cinematografico, fra motivi epici di furiose battaglie e altri più discreti ideali per accompagnare lunghe cavalcate per il mondo di gioco.

The Witcher 3: Più che un gioco, un’esperienza

Immenso sotto qualsiasi punto di vista lo si osservi, The Witcher 3 è un nuovo punto di riferimento per il genere dei GDR e Open World, capace di annichilire tutta la concorrenza per qualità e quantità dei contenuti proposti. Si tratta di un prodotto di altissimo valore in grado di garantire ore e ore di divertimento anche nei mesi a venire, longevità garantita inoltre grazie al supporto annunciato di CD Projekt per quanto riguarda i futuri DLC (di cui 16 gratuiti) che verranno rilasciati col tempo. In conclusione non ci sono motivi per lasciarsi sfuggire The Witcher 3, a prescindere che abbiate giocato o meno i precedenti o che non vi piaccia il genere. Fatelo vostro, fatelo adesso. Non ve ne pentirete.

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