The Johnny Cash Project

Un progetto di arte collettiva creato dai fan

Proseguiamo l’esplorazione dei prodotti creati grazie alla cultura amatoriale con l’analisi di The Johnny Cash Project. Ancora una volta, il fan 2.0 assume un ruolo nuovo rispetto al passato e partecipa, collabora, utilizza le nuove tecnologie per creare contenuti che diano spazio alla propria creatività e che generino valore.

The Johnny Cash Project è un progetto crowdsourced nato nel 2010 che fonde digital art e musica. Consiste in una produzione collaborativa commemorativa dedicata a Johnny Cash, il cantante folk americano scomparso nel 2003. Il tutto è possibile grazie a un sito interattivo, attraverso il quale ogni utente può partecipare liberamente alla realizzazione del videoclip di Ain’t No Grave, ultima canzone registrata in studio da Cash, disegnando con la tecnica che preferisce e attraverso i tool offerti dalla piattaforma i frames che comporranno il videoclip. I creatori del Johnny Cash Project sono il regista Chris Milk e il digital media artist Aaron Koblin. Nella home page della piattaforma si legge “A unique communal work, a Living Portrait of the Man in Black”.

Questo omaggio a Johnny Cash è realizzato con le opere degli stessi fan, nonché fruitori finali del prodotto, secondo le modalità tipiche del crowdsourcing. I fan investono tempo e passione nella creazione di un frame che apparirà solamente per qualche secondo nel video. Dopo pochi mesi dal lancio dell’iniziativa, 250.000 artisti proveniente da 172 paesi avevano già inviato fotogrammi per realizzare l’opera. La piattaforma integra nella maniera più completa il lato crowdsourced, la possibilità di navigazione del database, la modularità e l’infinita variabilità dell’audiovisivo finale. Nella sezione “contribute” gli utenti che partecipano al progetto trovano un fotogramma – fornito randomicamente dalla piattaforma e scelto dall’archivio fotografico di Johnny Cash – che servirà da traccia per un disegno dell’utente che, assistito da una serie di strumenti di grafica integrati, è chiamato a reinterpretare il frame. Ogni disegno comporrà il video mashup costituito dall’avvicinamento dei fotogrammi user generated e visualizzati sulle note di Ain’t No Grave. Nella sezione “explore”, è possibile “curare” innumerevoli varianti dello stesso video, scegliendo i criteri con cui ordinare i singoli fotogrammi – highest-rated, most recent, realistic, abstract.

La lista dei partecipanti è in continuo aggiornamento: il progetto, infatti, non si è concluso, e il videoclip è in costante evoluzione, e può essere visto in migliaia di versioni differenti attraverso la piattaforma online. È un ritratto vivente del cantautore; virtualmente, il video non sarà mai due volte uguale a se stesso. Fondamentale è la frammentazione dei contributi: l’intero lavoro è suddiviso in piccole frammenti, che, solo alla fine, produrranno l’opera. Nel 2010 The Johnny Cash Project ha vinto gli UK Music Video Awards  e nel 2011 gli SXSW Interactive Awards  e gli Andy Awards.

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