Cellulari e selfie, un connubio indissolubile

Il “selfie”, ovvero l’autoscatto fotografico, è una moda dei tempi moderni che non risparmia davvero nessuno. Iniziata come abitudine della gente comune per mettere on line, sui social network, le foto dei momenti privati al fine di condividerli con amici e conoscenti, ha poi contagiato anche personaggi noti e meno noti: da star dimenticate e starlette in cerca di visibilità ai divi più acclamati dello spettacolo, del cinema e della musica, fino a personaggi insospettabili, come importanti leader politici, rappresentanti del mondo scientifico, culturale ed anche religioso. Celebri, in proposito, i selfie di Barack e Michelle Obama, scattati alla seconda rielezione del Presidente americano, e quello dell’astronauta italiano Luca Parmitano, che mandò direttamente dallo spazio.

Se è pur vero che i selfie iniziano a diffondersi soprattutto intorno agli anni 2000, di pari passo con il successo dei social network, la sua massima esplosione è di appena pochi anni fa, precisamente nel 2013, con l’avvento dell’iPhone 4. Questo tipo di cellulare, infatti, è stato il primo a prevedere, appositamente, una fotocamera anteriore in modo da facilitare la pratica dell’autoscatto, offrendo la possibilità di regolare da sè l’inquadratura, invece di immaginarla, come si doveva fare prima. Da allora la funzione autoscatto è diventata una delle prerogative più richieste in ogni cellulare, da determinarne persino il successo di vendita. Una moda planetaria che riguarda quasi ogni angolo della terra. Di recente in proposito, è stata fatta una classifica che vede al primo posto Manahattan, mentre in Italia la città dove si scatta di più è risultata Milano. In realtà non è una un’abitudine del tutto nuova, è solo molto più diffusa, grazie agli strumenti che abbiamo a disposizione, tra cui ha un peso rilevante anche un più frequente e facile accesso ad internet, che è ormai a portata di tutti, anche fuori di casa. Queste nuove possibilità portano quasi inevitabilmente a decidere di postare in rete quanto si sta facendo per farne partecipi anche coloro che si trovano altrove.

In questa moda, tuttavia, la componente psicologica è molto importante. Se un tempo si era molto più discreti e solo le persone più egocentriche si permettevano di immortalare con l’autoscatto i vari momenti della propria vita, oggi assistiamo ad una maggiore volontà degli individui di dichiarare al mondo, in questo modo, la propria esistenza. Data la sua rilevanza nel costume sociale, nel 2013 la parola selfie è stata inserita nell’Oxford English Dictionary, quale parola dell’anno. Mentre si parla già della selfite come della patologia che va sempre più propagandosi, secondo alcuni studiosi dell’Università di Genova, e che affligge chi scatta e diffonde in rete un numero elevato di foto, finanche esasperato. C’è chi arriva, infatti, a realizzarne decine ogni giorno. La spiegazione, dicono gli specialisti, sta nella necessità di compensare un disturbo legato al non riconoscimento del proprio corpo. A soffrirne sarebbero soprattutto gli adolescenti, che non a caso sono in un periodo della loro esistenza in cui si vive sempre in cerca della propria identità. Quindi, ben venga il gioco e la costante, simpatica, ricerca della foto migliore, a patto di non rischiare di perdere il senso stesso della realtà.

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