MERCATO DEI COMPUTER: IL FUTURO È BRILLANTE

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Negli ultimi anni abbiamo visto il proliferare di smartphone e tablet sempre più potenti e nati con lo scopo, più o meno nascosto o dichiarato, di sostituire i tradizionali computer fissi. Esperti e analisti hanno decretato la morte di desktop Pc e laptop già da molto tempo. La previsione, però, si è rivelata sbagliata. Negli ultimi mesi il numero di Pc venduti è tornato a crescere dimostrando che è ancora lontano il tempo della pensione per le postazioni fisse.

Nonostante i device mobili restino i preferiti per intrattenimento, video e social, restano due bisogni fondamentali che solo i computer possono soddisfare nello scenario attuale: il lavoro, la creazione di contenuti e quelle esperienze di gioco sempre più evolute e approfondite che si basano sull’interazione, lo streaming e la realtà virtuale o aumentata.

Una ricerca effettuata da IDC, società di analisi dati legata al mondo delle nuove tecnologie, ha dimostrato come le spedizioni di Pc nel mondo siano aumentate dello 0,6% durante l’ultimo trimestre. Un dato piccolo che dimostra però una risalita del comparto e certifica la vendita di 400mila unità in più. A farla da padrone restano i produttori legati al sistema operativo Windows (Dell, HP, Acer) con la metà dei pezzi immessi nel mercato. In forte crescita nel primo trimestre 2017 anche Apple (+4,1%) che si conferma al quarto posto come numero di computer spediti, HP che ha registrato un +13% e Dell con un ottimo +6,2%.

Ma perché il numero di Pc venduti e tornato a salire dopo anni di crisi? Il motivo sta essenzialmente nelle capacità prestazionali. Nonostante i passi in avanti compiuti dalle case produttrici di smartphone e tablet – in grado di creare dispositivi mobili sempre più potenti – le postazioni fisse restano insostituibili per i produttori di contenuti, per gli sviluppatori di app e software e per chi lavora nel mondo delle nuove tecnologie digitali.

Il computer resta fondamentale anche per un’altra categoria di utenti, gli appassionati di videogiochi. Nel settore del gaming non si registrano cali nelle vendite e il mercato continua a fiorire trainato dai nuovi sviluppi legati alle esperienze di gioco interattive e alla realtà virtuale. Realtà virtuale le cui potenzialità possono essere pienamente sfruttate soltanto con Pc di fascia alta e con visori non ancora utilizzabili con dispositivi mobili. Basti pensare ai primi titoli pensati per essere giocati con Oculus Rift come Edge of Nowhere, avventura in prima persona ambientata tra i ghiacci e Chronos, interessante action RPG, legati indissolubilmente al mondo dei desktop computer e giocabili solo con processori di elevate prestazioni.

Discorso analogo per le dirette streaming e il gaming dal vivo: modalità di gioco interattive, come quella proposta da PokerStars Casino Live per le sue più importanti proposte di gioco, che danno agli utenti una esperienza di gioco molto vicina a quella reale. La diretta streaming e la possibilità di interagire dal vivo con croupier e altri giocatori rendono l’esperienza di gioco live fruibile ai massimi livelli su computer, spostando ancora più avanti nel tempo il momento dell’abbandono delle postazioni fisse.

Forse una svolta arriverà nel prossimo biennio con le innovazioni annunciate dai produttori di console, intenti a sviluppare le nuove potenzialità della Mixed Reality e a lanciare nuovi device in grado di integrare realtà virtuale e gaming, come Project Scorpio di Microsoft, e a migliorare ulteriormente visori come il Playstation VR di Playstation 4. Sviluppi che tuttavia non sostituiranno il Pc, che continuerà a farsi preferire per versatilità e modalità di utilizzo.

La fine dei computer sembra ancora lontana. A maggior ragione con la crescita del mercato degli ibridi, dispositivi a metà tra tablet e laptop nati con lo scopo di coniugare prestazioni elevate e mobilità. Nel futuro le postazioni desktop potrebbero trovare nuovi e specifici impieghi in tutti quei settori tecnologici che richiedono prestazioni non all’altezza di tablet e smartphone. Un mercato di nicchia, forse, ma non per questo meno pregevole e remunerativo.

 

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